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  • Uso sequenziale di farmaci analgesici.
    L'uso di farmaci ad azione analgesica progressivamente più elevata permette di percorrere la cosiddetta "scala analgesica" ritardando e talvolta evitando il ricorso agli oppiacei forti.
  • Personalizzazione del dosaggio
    La dose analgesica efficace varia in modo significativo da paziente a paziente. Spesso il medico ritiene utile, inoltre, somministrare allo stesso paziente dosaggi differenti dello stesso farmaco anche in funzione dell'orario. Ad esempio l'ultima somministrazione della giornata, prima del sonno, è prescritta con dosaggio più alto per prolungare il sollievo dal dolore e consentire al paziente un sonno più profondo.
  • Scelta della forma farmaceutica
    È generalmente preferita la somministrazione per via orale (capsule, compresse, elisir, gocce) al fine di consentire al paziente una maggiore autonomia.
  • La possibilità di associare farmaci adiuvanti.
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Frequentemente il medico avverte la necessità di associare alla terapia analgesica adeguati dosaggi di neurolettici _ anticonvulsivanti _ ansiolitici _ antidepressivi. Quando non sussistono motivi di incompatibilità è preferita l'associazione di più principi attivi in una stessa forma farmaceutica ottenendosi così il vantaggio della somministrazione unica.

Le preparazioni galeniche magistrali sono quelle preparazioni che il farmacista esegue estemporaneamente in farmacia "secundum artem" seguendo la prescrizione del medico che indica espressamente qualità e quantità di ogni componente adattando la formulazione alle specifiche necessità del suo paziente e, comunque, attenendosi alle recenti disposizioni sul "consenso informato" e alle limitazioni e agli obblighi introdotti con il recente L. 08.04.98 n.94 ("disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in campo oncologico e altre misure in materia sanitaria").

Era l'arte di erboristi, droghisti, speziali e farmacisti come intermediari tra medici e ammalati e terapisti, visto che i rimedi fitoterapici erano praticamente gli unici rimedi disponibili.
La galenica remota trattava grossolanamente cinque temi principali:

  • Parti di piante ed erbe utilizzabili come rimedi grazie alle loro sostanze farmaceuticamente attive e le loro proprietà terapeutiche. Era il regno di medici e farmacisti come anche il
  • Formalismo della ricettazione per evitare confusioni tra le persone coinvolte nei processi di trasformazione a di applicazione
  • La raccolta di erbe e la loro elaborazione in droghe grezze era maggiormente fatto da erboristi, speziali e droghisti.
  • La preparazione di rimedi, spesso composti era maggiormente curato di speziali e farmacisti.
  • L'applicazione del rimedio era spesso fatto dall'utente stesso o dal terapista su prescrizione del medico tramite il farmacista.
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Con l'avvento dell'era industriale, la pratica della preparazione galenica, che per secoli ha costituito l'aspetto caratterizzante la professione del farmacista, ha subito una graduale involuzione sino a considerarsi quasi desueta. In realtà, la possibilità di poter disporre con immediatezza di farmaci via via sempre più numerosi, tecnicamente affidabili e terapeuticamente efficaci, realizzati da una industria farmaceutica capace di essere al passo con i progressi farmacologici e tecnico-farmaceutici ha indotto il medico a guardare la specialità medicinale con crescente interesse professionale.
Tuttavia, negli ultimi tempi, numerose motivazioni hanno determinato soprattutto per alcune terapie farmacologiche una inversione di tendenza che ha riportato alla ribalta la preparazione galenica tant'è che si registra un lieve incremento nella prescrizione di preparazioni galeniche.
Tra le cause di tale orientamento va indicata l'esigenza avvertita dal medico di utilizzare particolari preparazioni non disponibili nella corrente produzione industriale che, per il tipo di formulazione qualitativa e quantitativa e per la forma farmaceutica di somministrazione sono ritenute necessarie _ talvolta insostituibili _ per soddisfare protocolli di terapia messi a punto per patologie che prevedono trattamenti personalizzati, elaborati in funzione di numerosi parametri, generalmente assai variabili da paziente a paziente.
Il complesso ambito della terapia del dolore è tra quelli che per motivi facilmente intuibili che vengono di seguito riassunti si avvale di trattamenti farmacologici "personalizzati". Essi sono proficuamente attuati anche mediante un opportuno ricorso alla preparazione galenica, officinale e/o magistrale, frutto di un rapporto di costante collaborazione professionale tra medico e farmacista.
Considerato che il dolore è definito "una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un effettivo o potenziale danno tissutale... e che dunque il dolore è sempre una esperienza soggettiva " può ben comprendersi come il ricorso ad una terapia farmacologica di tipo individuale sia di fondamentale importanza, considerate anche le sue implicazioni di natura sociale e morale, con particolare riguardo al dolore di natura oncologica, cui si fa più espresso riferimento nel corso di questo lavoro.

Sono quelle la cui composizione quali-quantitativa è espressamente prevista dal Formulario Nazionale della F.U. che riporta, tra l'altro, note relative al modo di preparazione, all'identificazione delle sostanze, alla loro conservazione e, in taluni casi, al tempo di validità terapeutica (scadenza). Si tratta, in generale, di formulazioni provenienti da farmacopee estere o codificate ufficialmente perché legittimate da un utilizzo tanto frequente e diffuso da essersi di fatto consolidato nel tempo.